Il settore europeo dei trasporti su strada parla da anni della carenza di autisti, ma la questione va ormai ben oltre il semplice reclutamento. Si sta trasformando in una questione che riguarda chi garantirà la circolazione delle merci, la rapidità con cui il mercato del lavoro cambierà e se i sistemi utilizzati nelle aree di carico siano pronti per un contesto operativo più internazionale, più digitale e più esposto alle frodi.
Quella cifra è importante di per sé, ma la questione più profonda è che la carenza è strutturale. La forza lavoro sta invecchiando, troppo pochi giovani entrano nella professione e il divario non può realisticamente essere colmato solo reclutando all’interno degli attuali bacini di manodopera nazionali. Ecco perché il reclutamento nei paesi terzi è passato dall’essere un argomento marginale a una necessità strategica.
“Il reclutamento nei paesi terzi può integrare le soluzioni nazionali, a condizione che si basi su percorsi chiari, condizioni eque e standard comuni dell’UE.”
“— Raluca Marian, Direttrice IRU per l’UE”
Sezione 01Dove il cambiamento è più visibile
I dati mostrano già dove si sta verificando questo cambiamento. Una sintesi di Trans.INFO dello studio IRU riporta che circa 300.000 autisti professionisti provenienti da paesi terzi lavoravano già nell’UE nel 2023, rappresentando il 7,5% di tutti gli autisti professionisti nell’Unione e circa l’8% nel trasporto merci.
| Paese | Anno | Autisti provenienti da paesi terzi |
|---|---|---|
| Polonia | Fine 2023 | 162.489 (di cui oltre 88.000 cittadini ucraini) |
| Spagna | 2021 | 19.787 |
Sezione 02Ogni opportunità crea un'opportunità di frode
Senza canali di reclutamento più ampi, l'Europa rischia di trasformare la carenza di manodopera in un vincolo di capacità permanente. Ma più il reclutamento diventa frammentato, affrettato e gravato da burocrazia, più è facile che la frode si nasconda all'interno del processo. Quel rischio non inizia con il furto di merci. Inizia molto prima, nel momento in cui le aziende devono verificare se la persona che presenta una patente, una carta d'identità o un contratto di lavoro è davvero chi dice di essere.
Parallelamente, anche il contesto più ampio della sicurezza delle merci si sta deteriorando. Logistics Business ha osservato che i vettori fantasma rappresentavano una quota significativa dei 930 milioni di euro di perdite dovute a reati contro le merci segnalati da TAPA EMEA nel 2024, aggiungendo che un flusso di lavoro digitale senza una reale verifica dell'identità non previene le frodi, ma si limita a digitalizzarle.
Sezione 03Perché questo è importante per il trasporto merci digitale
Un settore che sta assumendo un numero crescente di autisti provenienti da paesi extra-UE, e che al contempo sta passando a documenti di trasporto digitali come eCMR ed eFTI, non può fare affidamento su controlli visivi, fotocopie e registrazioni di assunzione non collegate tra loro. Logistics Business sottolinea un problema pratico che diventerà più evidente nella prossima fase della digitalizzazione del trasporto merci: una volta che l'eFTI sarà pienamente operativo e i flussi di lavoro eCMR diventeranno standard, ogni autista dovrà firmare e autenticare i documenti digitalmente, ma gli autisti extra UE non rientrano nel futuro quadro del portafoglio di identità digitale dell'UE. Se a quel punto l'identità non potrà essere verificata in modo affidabile, la catena digitale si interromperà esattamente nel punto in cui il trasporto merci diventa fisico.
“I margini plasmano la realtà ovunque, e il trasporto merci non fa eccezione. Sono sottilissimi. La pressione sui salari può scendere al di sotto delle tutele legali senza che i partner se ne accorgano. Questo è illegale e crea una debolezza strutturale. Viene sfruttata da persone che si fingono autisti e accettano retribuzioni estremamente basse in un sistema al limite con controlli mancanti, il che offre loro un'alta probabilità di successo. Ecco perché ci assicuriamo che sappiate chi c'è al volante, istantaneamente e da qualsiasi luogo. Questo protegge i veri autisti e il carico, così potete concentrarvi sulle persone che mantengono il trasporto in movimento.”
Sezione 04Da funzionalità a infrastruttura
Il trasporto merci sta diventando sempre più internazionale e digitale allo stesso tempo. Ciò significa che la fiducia non può più basarsi solo sui nomi delle aziende, sulle credenziali cartacee o sulla familiarità personale. Deve essere integrata nel flusso di lavoro stesso. Ecco perché la verifica digitale è destinata a diventare più di una semplice funzionalità utile. È destinata a diventare un'infrastruttura. Secure Logistics descrive come i sistemi di identità digitale nel settore dei container abbiano reso possibile collegare l'identità di un lavoratore al datore di lavoro e alle autorizzazioni di accesso, contribuendo a eliminare le frodi con i codici PIN nella logistica portuale. Il mercato del trasporto merci su strada si sta orientando verso un'esigenza simile, soprattutto ora che la ricerca di autisti diventa sempre più globale e i truffatori sempre più professionali.
